Il mito, il sacro, il ritratto alla Galleria Palatina

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Fino al 31 agosto 2013 la Sala delle Nicchie nella Galleria Palatina ospita la mostra “Il Mito, il Sacro, il Ritratto, dipinti dai depositi della Galleria Palatina”, un’antologia che espone importanti opere d’arte raccolte grazie al collezionismo dei Medici e al profondo vincolo che questa famiglia ebbe con la città di Firenze a cui essi legarono con moderna lungimiranza la permanenza dei loro tesori “per ornamento per lo Stato, e per utilità del Pubblico, e per attirare la curiosità dei Forestieri”.

In mostra ci sono 19 dipinti che narrano la storia di luoghi, palazzi e ville di committenti che li avevano richiesti ai pittori più noti e più in voga del momento o che invece li avevano acquistati per poter arricchire le loro raccolte.

La mostra si articola in quattro diverse sezioni che segnano un percorso che illustra i temi più frequenti per il gusto dei collezionisti negli anni che vanno dal 1560 al 1650. Il dipinto centrale tra quelli esposti è Ercole e l’Idra di Lerna di Guido Reni ed è databile intorno al 1638-40. L’opera proviene dalla collezione del Cardinale Giovan Carlo nel Casino Mediceo di via della Scala. Vi è dipinto l’eroe Ercole, massimo simbolo della forza in epoca medicea. Al mito si possono ricondurre anche le due tele con Tarquinio e Lucrezia di Simone Pignoni che si rivolgono invece alla castità e alla forza femminile.

Un’altra sezione, dedicata alle Storie Sacre, propone soggetti dell’Antico e Nuovo Testamento, disegnati da artisti fiamminghi come Frans Floris, e italiani, come Artemisia Gentileschi e il veronese Jacopo Ligozzi.

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Una terza sezione rappresenta un breve omaggio a Don Lorenzo de’ Medici, il figlio di Ferdinando I e Cristina di Lorena. Noto come raffinato e attento cultore delle arti, mecenate dedito ai maggiori ingegni del suo tempo, Don Lorenzo commissionò diverse opere per la sua dimora di Villa della Petraia. Qui spiccavano straordinarie opere come la grande tela con "Orlando nella grotta dei malandrini" e una serie di ovali con Ila, Zefiro, il Giovane con giubbone turchino e l’Allegoria della Commedia.

Infine l’ultima sezione riguarda il Ritratto, come espressione dei legami familiari e politici, ma anche come dono, o simbolo delle virtù morali del personaggio riprodotto. In mostra sono presenti cinque dipinti: Gastone d’Orleans, Enrichetta Maria ed Elisabetta, figli cadetti di Maria de’ Medici ed Enrico IV di Francia, insieme a Cosimo III de’ Medici e Margherita de’ Medici come Santa Margherita, eseguiti da due fra i maggiori specialisti del genere, Frans Pourbus il Giovane e Justus Suttermans.

I quadri presentano alcuni tra i momenti più importanti per la storia della famiglia granducale, documentandone il ruolo e l’importanza nel quadro della politica europea.

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