Il cappello, tra arte e stravaganza a Palazzo Pitti

Il cappello, tra arte e stravaganza a Palazzo Pitti

471389869372

È probabilmente l’accessorio che più degli altri permette di osare e personalizzare il proprio stile. Non passa mai inosservato e riesce a dare un tocco nuovo anche all’abito dimenticato nell’armadio e passato di moda. Per chi non l’avesse ancora capito stiamo parlando del cappello, al quale la Galleria del Costume di Firenze dedica ora una mostra.

Ci sarà tempo fino al 18 maggio per ammirare nelle sale di Palazzo Pitti le straordinarie collezioni del museo che ammontano a oltre mille unità, solitamente custodite nel deposito. Solo una parte di queste collezioni, per lo più ascrivibili alla generosità di molti donatori, sarà destinata alla mostra. Tra queste prevalgono naturalmente pezzi firmati dalle più note case di alta moda come Christian Dior, Givenchy, Chanel, Yves Saint Laurent, John Rocha, Prada, Gianfranco Ferré e produzioni di celebri modisti internazionali del presente e del passato come Philip Treacy, Stephen Jones, Caroline Reboux, Claude Saint-Cyr, Paulette. Ma sono presenti anche, per la prima volta, cappelli di modisterie italiane e fiorentine, alcune delle quali, purtroppo, decisamente poco note al grande pubblico.

Questa è anche l’occasione per esporre gli straordinari bozzetti realizzati appositamente dal Maestro Alberto Lattuada - illustratore, disegnatore e stilista - e per riproporre all’attenzione gli esemplari creati da Clemente Cartoni, celebre modista romano degli anni ‘50-’60. Alla realizzazione della mostra ha inoltre contribuito il Consorzio Il Cappello di Firenze, di cui sono esposti alcuni fra gli esemplari più caratteristici delle principali aziende toscane della manifattura del cappello, eredi dell’antica lavorazione artigianale del Cappello di Paglia di Firenze.

La mostra evidenzia come il cappello possa diventare “opera d’arte”, un oggetto la cui armonia estetica è data dall’unione di forma, componente cromatica e raffinatezza ornamentale. È un oggetto che permette una grande libertà di giudizio e di espressione, può essere studiato sotto un profilo storico, artistico o puramente estetico. Straordinario, antico quanto il mondo eppure sempre attuale, è capace di regalare eleganza e piacere e di definire distintamente identità e ruolo.

Il cappello entra nella storia dell'arte fiorentina e toscana nei quadri dei Macchiaioli dove, a falda larga, di paglia, di organza, di feltro, di lana è protagonista assoluto. Ma questo accessorio è anche uno dei capi fondamentali della storia del costume, soprattutto nel ‘900. Basta pensare alla decisa impronta che ha lasciato nel cinema e nelle arti, oltre che sulle passerelle, alle varie funzioni che questo oggetto ricopre e agli status che rappresenta.

Non solo accessorio dunque ma anche strumento d’uso militare, ad esempio, o religioso, o simbolo di decoro e di eleganza. Il cappello è divenuto quindi protagonista delle tendenze al pari di cappotto o tailleur in particolar modo nell’universo della moda femminile dove, in tutte le sue infinite varietà -a tesa, a cloche o a toque – riesce a donare quel tocco in più a qualsiasi outfit.